Sapori di Sicilia

Lucia, la commessa bresciana ha accettato volentieri la sfida di cucinare con un budget ristretto e per la sua spesa ha scelto: 2 sarde a 2 euro e 20, 2 fette di pane raffermo a 40 centesimi, 6 pomodori pachino a 25 centesimi, 50 grammi di ricotta di pecora a 45 centesimi, un’arancia a 20 centesimi e dell’uvetta a 60 centesimi. Totale della spesa 4 euro e 10. Vediamo cosa preparerà. “Presento la ricetta da 5 euro: sapore di Sicilia. Parto proprio dalla preparazione dell’arancia che è l’emblema della Sicilia. Prendo la grattugia, la ciotola e ricavo la scorza. Ora taglio l’arancia da cui ricaverò il succo che mi serve per procedere nella mia ricetta. Passo alla preparazione delle sarde. Io me le trovo già sfilettate. Prendo una ciotola e le inserisco. Con il succo dell’arancia faccio una marinatura. Metto una mano qualora ci fosse un semino per evitare di fare danni e aggiungo un po’ di aromi per insaporire le mie sarde che prenderanno un bel gusto di Sicilia. Aggiungo del finocchietto - anche questo è un gusto che rappresenta questa Regione per cui tutto è in una certa linea - un pizzico di sale, una grattata di pepe per avere degli aromi che esaltino la sarda. Lascio a marinare bene gli ingredienti perché devono cambiare la struttura della sarda, cuocendola anche un po’. Questo è un piatto ispirato al mio caro con il quale vivo da 29 anni e anche perché, visto che ho un nonno siciliano, un po’ di sangue siciliano ce l’ho. Finché mi parte la marinatura, che ci si servirà successivamente, procediamo con il pane. Pane raffermo da ammollare, prendo una ciotola, la riempio di acqua e immergo il pane raffermo. Ci ritroviamo anche qui in un economa esaltazione dei sapori. Direi che il pane è ben ammollato. Valuto l’acqua – se è in eccesso me la scolo e un goccino qui la tolgo - prendo una ciotola e un colino. Quindi l’acqua va da sé, quella che è in più non c’è più. Me la frullo direttamente con l’aiuto di un frullatore a immersione. Ecco può bastare, può andar bene, è bella fluida e omogenea. Metto un pentolino sul fuoco e vado a scaldare il mio composto. Lo faccio rapprendere bene e intanto amalgamo e mescolo per evitare che si attacchi. Io faccio la cassiera e spesso mi trovo a ragionare con la mia clientela sulle cose inutili che vengono introdotte all’interno dei carrelli spesa. Cerco sempre di dare dei buoni consigli ai miei clienti. Ormai dopo tanti anni la coda alla mia cassa è sempre più lunga. Bene il pane ha raggiunto la giusta consistenza, quindi posso toglierlo dal fuoco. Aggiungo un pizzico di sale, poi metto un po’ di pepe quanto piace e dell’origano. Sapore mediterraneo, assolutamente rappresentativo della Regione Sicilia. Quindi mescolo. Raggiunta la consistenza che volevo lo metto da parte e lo prenderò successivamente. Vado avanti con i pomodorini Pachino, già sbianchiti, pelati, pronti all’utilizzo. In casa siamo 3 cucinieri: io, il mio caro e mia figlia che si chiama Giorgia, la mia bellissima figlia. Tutti e tre ci troviamo molto bene, in armonia, almeno davanti alla cucina. I petali sono a posto. Prendo la carta cucina e pulisco. Prendo una ciotola. Vado a mettere i miei pomodori puliti, i miei petali, e condisco con qualche fogliolina di menta. Tagliuzzo le mie foglioline di menta per dare un tono fresco. Aggiungo sale e pepe - sempre in abbondanza, questi sono i gusti che io amo, toni decisi, puliti, sale e pepe, poche cose - e termino di condire con un filo d’olio. Lascio insaporire e prendo la mia ricotta per proseguire le preparazioni. Setaccio la ricotta per rendere più cremosa la quenelle che andrò a fare a guarnizione del mio piatto. Un bel localino che ci rappresenti o comunque un’espressione così, di compagnia, è quello che mi prefiggo di raggiungere con la mia partecipazione a MasterChef. In questo ristorante farò ricette da 5 euro, ma anche da 4 o da 3 se mi viene. Amalgamo bene la mia ricotta con le scorzette d’arancia e metto del sale e del pepe per dare tono. Quindi il pepe la fa da re, unito poi alla dolcezza dell’uvetta andiamo ad unire il dolce e salato, le contraddizioni della vita. La mia ricotta è ben amalgamata, la metto in parte così posso impiattare e vado a comporre la mia pietanza. Inizio il piatto con la mia crema di pane. Metto una decisa quantità nel centro e con un cucchiaio vado a creare un bel letto con il mio pane saporito. Adesso voglio fare delle quenelle, quelle di ricotta, in cui abbiam messo l’uvetta e altri profumi. Ne metterò 3, numero perfetto: io, il mio caro e mia figlia. E il mio fiore è composto. Ora aggiungo i petali di pomodoro precedentemente profumati dalla menta. Non dimentichiamo i nostri succhi. Prendo le mie sarde marinate, le arrotolo - a me piacciono molto e le metterò tutte -. Prendo il finocchietto e vado a guarnire il mio piatto: il finocchietto che dà tono, vigore, anche questo è un bellissimo profumo. Bene una spolverata di pepe, un filo d’olio e il piatto è pronto. Ecco la mia ricetta 5 euro: sapori di Sicilia. Un piatto bello, buono, fresco e soprattutto economico, di grande gusto e che sicuramente inserirò nel mio prossimo futuro, spero, ristorante. Intanto buon appetito a tutti”. Lucia ha realizzato la sua ricetta 5 euro. Provala anche tu.

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