A Tolentino 170 sfollati dormono sulle sdraio da mare

Dal 30 ottobre, nel palazzo dello sport di Tolentino, circa 170 persone dormono su brandine e lettini da spiaggia. “Eh, com’è? Come al mare”. Nei giorni scorsi, su alcuni social network si sono sollevate proteste e polemiche. “Se la sera ti metti su un materassino, alla mattina tu non ti alzi”. Le sdraio qua erano arrivate d’urgenza per far fronte all’emergenza su 21.000 abitanti a Tolentino. Ci sono 12.000 sfollati. Il sindaco, però, rassicura che le cose presto cambieranno: “Noi abbiamo dato ordine di mettere via tutti i lettini da spiaggia e mettere letti normali”. Sono molte le persone che, in queste ultime settimane, si sono arrangiate a dormire un po’ ovunque, ospitate da amici o da parenti, come questo signore. “Lei non dorme più in casa sua?”. “Non voglio rubare il posto a chi ne ha più bisogno di me – dice – guardano le pareti di casa sua piene di crepe”. “Non riusciamo a dormirci qui dentro”. Anche l’abitazione della signora Maria Luisa è stata dichiarata agibile. “I miei familiari, i figli, i nipoti non vogliono che io ci sto qui. Ho ottant’anni, ma ancora faccio comodo”. Finora le verifiche tecniche del Comune hanno interessato circa 1.500 abitazioni. 826 quelle dichiarate inagibili. Molte famiglie potrebbero, dunque, tornare in casa propria, ma le continue scosse fanno paura. “È chiaro che il cittadino deve ricorrere alle strutture deputate e, quindi, al Comune e ai tecnici per evitare che vengano guai peggiori”. Sebbene l’emergenza continui, gli amministratori locali pensano a cosa fare per il futuro. Da Tolentino arriva una proposta alternativa rispetto alle soluzioni abitative di emergenza, ossia l’acquisto delle case che sono libere. Soltanto qui in paese sono 200 le abitazioni immediatamente disponibili. Secondo il sindaco costerebbe di meno rispetto al pagamento del contributo per l’autonoma sistemazione o dell’albergo per i prossimi sei mesi, in attesa che siano pronte le cosiddette casette di legno. “Chiaramente, parliamo di strutture che poi nel tempo vengono smantellate. Allora, la nostra proposta è, appunto, questa: censire tutto il patrimonio invenduto, quindi gli appartamenti sicuri e antisismici che sono nelle città, prenderli, requisirli, comprarli, ovviamente, e metterli a disposizione della popolazione che ha bisogno, appunto, di una casa”. La proposta ora arriverà sul tavolo del Commissario Errani e del Governo, e potrebbe essere una soluzione più rapida rispetto alla realizzazione di abitazioni ex novo, un aspetto non indifferente qua dove l’inverno sta già bussando alla porta.


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