Agrigento, legale in manette per tangenti

Paladino dell’ambiente. Un avvocato a difesa dei più deboli, poi difensore degli abusivi. È stato tutto questo l’avvocato agrigentino Giuseppe Arnone, arrestato stamattina dagli agenti della squadra mobile della città dei Templi con l’accusa di estorsione. Il legale è stato fermato proprio mentre stava intascando da una collega la prima tranche di un pagamento di una mazzetta da 50.000 euro che doveva servire per chiudere un contenzioso. Arnone avrebbe promesso alla donna di non alzare un polverone mediatico su alcune irregolarità commesse da lei durante la difesa di alcuni suoi clienti, che poi avevano deciso di farsi difendere proprio da Arnone. L’avvocato è stato ammanettato mentre aveva ancora in mano due assegni per un totale di 14.000 euro. Per anni è stato esponente di punta degli ambientalisti agrigentini. Era anche stato candidato a sindaco per la prima volta nel giugno del ’93, perdendo al ballottaggio con Calogero Sodano, da lui più volte denunciato per abusivismo. Successivamente, si era candidato anche con il Pd, entrando, tuttavia, in rotta di collisione con i vertici del suo stesso partito. Persona già estrosa, Arnone ha presentato numerosi esposti anche nei confronti dei vertici giudiziari di Agrigento diventando protagonista di campagne di stampa e clamorose manifestazioni di protesta, con tanto di maxi poster raffiguranti i suoi avversari. Ultimamente, aveva preso le difese perfino di alcuni proprietari di immobili abusivi nella Valle dei Templi, cercando di opporsi fisicamente agli ordini di demolizione. Onestà e giustizia erano i suoi cavalli di battaglia. Adesso, è finito in manette per estorsione.

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