Alessandro Cozzi condannato all'ergastolo

Ergastolo dopo vent’anni: la Corte d’Assise di Milano condanna alla pena a vita l’ex conduttore televisivo Alessandro Cozzi per l’omicidio dell’amico e imprenditore Alfredo Cappelletti, nel settembre del 1998. Cozzi sta già scontando 14 anni per aver ucciso, nel marzo 2011, Ettore Vitiello, titolare di un’agenzia di lavoro nel milanese. Dalle indagini di quel delitto si risale alla strana morte di Cappelletti, archiviata a suo tempo per ben due volte come suicidio. Nonostante molti sospetti ricadano su Cozzi, non si può escludere che l’imprenditore si sia suicidato. Nel 2011 il pm milanese Maurizio Ascione riapre le indagini per la terza volta, proprio dopo l’omicidio di Ettore Vitiello. Quando ormai il pm sta per chiedere la terza archiviazione, ecco il colpo di scena: il giudice per l’udienza preliminare, secondo cui la tesi del suicidio non regge, dispone il rinvio a giudizio. Cappelletti, dopo aver avuto un’ischemia cerebrale, non aveva ancora la piena funzionalità degli arti superiori, non poteva avere la forza necessaria per accoltellarsi, estrarre il coltello e trattenerlo nella propria mano; e poi progettava di separarsi dalla moglie per costruire un rapporto nuovo con un’altra donna. Ci sono assordanti analogie con l’omicidio Vitiello, sostiene il giudice, che a settembre scorso lo rinvia a giudizio per il cold case Cappelletti. Cozzi in aula nega fino alla fine, ma la Corte non gli crede. Per vent’anni la moglie e i due figli della vittima, dice il legale di parte civile, hanno portato il peso di un suicidio mai avvenuto, di una morte che aggiunge dolore. Alla lettura della sentenza i tre scoppiano in lacrime. Cozzi tace, impassibile.


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