Appello sindaco Pescara del Tronto per ricostruire chiese

Oltre alle vite umane, il terremoto di un mese e mezzo fa ha portato via anche il suono delle campane. Dal 24 agosto, al loro posto, si usa un piccolo altoparlante. Da quel giorno, la messa della domenica si celebra dentro le tende o all’aperto. Oggi, qui, dove era stata allestita la tendopoli di Pescara del Tronto, è tornato il vescovo di Ascoli Piceno, monsignor D’Ercole, che ha presieduto la funzione concelebrata da don Francesco Armandi, il parroco della frazione di Arquata. “Durante l’invernata, farò il parroco con la valigetta per andare a trovare i miei parrocchiani. Altro non posso fare”. “Ricostruiamo anche le chiese” ricorda don Francesco: “Le persone mi hanno detto: ‘Se crolla questa chiesa, noi non ricostruiremo nemmeno le case’, per quanto sono legati alla loro storia”. Il terremoto ha fatto danni per 4 miliardi di euro. Martedì il Consiglio dei ministri varerà il decreto legge con il quale stanzierà i fondi per la ricostruzione e stabilirà chi ne avrà accesso e per quanto. Il commissario straordinario, Vasco Errani, ha promesso che tutto sarà ricostruito come prima. Per questo, Errani stamattina ha incontrato, in un’assemblea pubblica, gli sfollati di Arquata, Pescara e Acquasanta. “Abbiamo detto tutto il patrimonio abitativo, anche le seconde case, perché qui c’è una specificità. Queste case sono l’identità di questo territorio, un pezzo di economia di questo territorio, sono parte integrante della comunità”. “I soldi arriveranno anche per recuperare il patrimonio storico e artistico delle chiese”, garantisce il commissario, “ma occorrerà tanto tempo e i mesi che verranno saranno lunghi”.

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