Bandiera neonazista, avviata indagine procura militare

Lui, il carabiniere in questione, ha 22 anni e studia storia all’università La Sapienza di Roma. Giura di averla appesa senza sapere che la bandiera di guerra tedesca di uso comune nella Prima guerra mondiale che ha messo sopra il letto nella caserma del 6° Battaglione Toscana dei carabinieri di Firenze fosse un simbolo usato dai neo nazisti, ovvero la bandiera del Secondo Reich, proprio quella che sventolava durante le manifestazioni dei gruppi nazisti e xenofobi in tutta Europa, comprese anche alcune curve estremiste. Averla esposta è, in primo luogo, un reato civile. Oltre alle denunce alla Procura ordinaria, il Procuratore militare Marco De Paolis ha avviato un’indagine, mentre il comandante del Battaglione sta valutando provvedimenti disciplinari ed eventuali conseguenze penali. Il Ministro della difesa, Roberta Pinotti, ha chiesto al comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, chiarimenti rapidi e provvedimenti rigorosi. La notizia su tutti i giornali, TG e social segue di pochi giorni il blitz dei naziskin di Como, nel centro di accoglienza per migranti. A novembre, poi, c’è stato il saluto romano di un calciatore dopo un gol. C’era stato anche il caso dello stabilimento di Punta Canna, a Chioggia, dove il proprietario aveva messo in bella mostra simboli, frasi fasciste e richiami al Regime. Infine, il vergognoso oltraggio alla memoria di Anna Frank, con gli adesivi allo stadio Olimpico di Roma lo scorso 22 ottobre da parte dei tifosi laziali, offensivi per il tenore e l’incitazione a quell’odio razziale che tutto il mondo, compatto, condanna. Di fronte al ricordo o, peggio, all’esaltazione di quell’orrore non possono esistere attenuanti né giustificazioni.


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