Beatrice Lorenzin: "In Italia manca una cultura scientifica"

Il Presidente del Consiglio prima, il Presidente della Repubblica poi, il Ministro della salute ora. La politica e le istituzioni si schierano a favore dei vaccini, contro l’irresponsabilità e la disinformazione. Se la prima porta ad una copertura vaccinale al limite della soglia di sicurezza, la seconda confonde le persone e porta spesso a prendere per oro colato le parole di molti che si spacciano per esperti. “La parola di chiunque vale esattamente come quella di chiunque altro. Quindi, un premio Nobel per la medicina, un istituto scientifico che si basa sull’evidenza scientifica, sulla cultura della scienza, dove tutto quello che viene detto deve essere prima dimostrato, non solo all’interno di quell’istituto, ma in tutto il mondo, vale esattamente quanto può valere uno stregone, un guru, un blogger qualsiasi. Non c’è più la comparazione in base ai fatti”. Si moltiplicano gli appelli alle vaccinazioni nel tentativo di bloccare sul nascere allarmi lanciati in rete. “Una sconsiderata tendenza, in Italia come anche in altri Paesi, non scientifica, che non si basa su nessuna evidenza, pone delle correlazioni di rischio tra la vaccinazione e alcune patologie come l’autismo. Questa cosa è stata smentita da decine e decine di studi scientifici e clinici fatti anche da agenzie indipendenti, non solo in Italia, ma in tutto il mondo”. Secondo gli ultimi dati, il numero dei bambini vaccinati è sceso drasticamente. Questo deve far riflettere. una scelta che cade anche su chi, invece, ha deciso di sottoporsi alla profilassi. Se non si ha più la cosiddetta “immunità di gregge” – dicono gli esperti – aumenta il rischio che i bambini non vaccinati si ammalino o che tornino malattie debellate ormai da tempo. Proprio per questo, ci sono già molti asili che chiedono la vaccinazione prima dell’iscrizione dei bambini.


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