Bimbo morto a Fiumicino, attesi nuovi esami autoptici

A due settimane dalla morte del piccolo Alessandro Alisei, trovato in questo canale di irrigazione a Maccarese, nel Comune di Fiumicino, resta aperta la ferita per la sua scomparsa, come l’indagine condotta dagli investigatori che continuano a cercare elementi per definire le cause della tragedia. Tante ancora le domande a cui i primi riscontri autoptici hanno dato solo parziali risposte. Alessandro è morto per asfissia, ma senza i risultati degli accertamenti aggiuntivi, chiesti dal medico legale, non c’è la certezza che sia annegato. Accertamenti essenziali anche per la Procura della Repubblica di Civitavecchia, che segue l’indagine. Solo queste analisi, pronte in settimana, potranno portare ad una svolta e permettere di avere una verità su questa tragedia; verità chiesta dalla mamma, dal papà e invocata dal parroco durante l’omelia per l’ultimo saluto al piccolo. Solo così si potrà rispondere alle tante domande ancora senza una risposta. Se Alessandro, undici anni, non sapeva nuotare, perché si sarebbe avvicinato ad un canale di irrigazione profondo anche 3 metri sapendo del grande pericolo? Solo qualche mese fa aveva perso la vita anche un uomo per salvare un cane. Era solo quando è caduto? È caduto accidentalmente oppure è stato spinto? E nel caso, da chi e perché? Secondo alcune testimonianze, il ragazzino non era solo prima della tragedia, secondo altre si aggirava, solitario, tra i campi. L’indagine si muove nel più stretto riserbo, non tralasciando nessuna delle domande irrisolte.

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