Cold case Milano, ex conduttore tv a processo dopo 18 anni

Questa volta non c’è stata archiviazione a fine delle indagini. No, questa volta Alessandro Cozzi dovrà presentarsi davanti alla Corte d’Assise di Milano per rispondere dell’accusa di omicidio. L’imputato, psicologo e giornalista, ex conduttore di Diario di Famiglia, programma andato in onda su RAI Educational, si trova già in carcere per un assassinio avvenuto nel marzo del 2011, quello dell’ex socio in affari Ettore Vitiello, titolare di un’agenzia per la formazione al lavoro, morto a causa di decine di coltellate al torace e alla schiena, ricevute all’interno del suo ufficio, in via Antonelli. Cozzi avrebbe dovuto dare alla vittima alcune migliaia di euro che si era indebitamente intascato. Per quell’assassinio è stato condannato in primo grado a scontare quattordici anni di carcere, una pena che la famiglia di Vitiello ha sempre giudicato troppo lieve. Nella condanna di primo grado non furono riconosciute le aggravanti, nonostante l’efferatezza del delitto e soprattutto il fatto che Cozzi attese qui almeno un’ora prima di salire nell’ufficio della sua vittima e il fatto che avesse con sé già il coltello. Quello di Vitiello però potrebbe non essere stato il primo omicidio di Cozzi. Il 13 settembre 1998 fu trovato morto nel suo ufficio, in via Malpighi, Alfredo Cappelletti, altro socio in affari di Cozzi. La vicenda, nonostante le insistenze della famiglia, era stata ripetutamente archiviata come suicidio. Stando ai referti, Cappelletti si sarebbe ucciso infliggendosi una coltellata all’addome con la mano destra e avrebbe estratto poi il coltello con la mano sinistra. Ma l’uomo era da poco reduce da un’ischemia cerebrale, per questo non aveva ancora pienamente recuperato l’uso degli arti superiori. A distanza di diciotto anni questo cold case è stato riaperto grazie alla decisione del Gip Franco Cantù Rajnoldi, che ha respinto la nuova richiesta di archiviazione avanzata dal pm Maurizio Ascione, di procedere con l’imputazione coatta, dopo aver riscontrato assordanti analogie tra le due morti. “Gli esperti segnalano che quando il Cozzi incontra un ostacolo può reagire con esplosioni di rabbia, aggressività e comportamenti maladattativi, che sono poi le modalità con cui la sua personalità ha agito sicuramente nell’omicidio Vitiello, ma secondo noi anche nel caso Cappelletti”. Oggi, al termine dell’udienza preliminare, il GUP Laura Marchiondelli ha disposto il rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.

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