Come comportarsi in caso di terremoto o alluvione

Prevedere ancora non si può; prevenire sì, e informare è fondamentale, perché nel Paese a maggior rischio sismico nel Mediterraneo, con una vasta superficie costiera, 7 milioni di persone esposte a rischio idrogeologico e il 16 per cento del territorio interessato da frane e alluvioni, sapere come comportarsi in caso di catastrofe naturale può fare la differenza. E se può essere scontato ribadire che durante un’alluvione è sconsigliato scendere in cantina o cercare di mettere l’auto al sicuro, non altrettanto ovvio può essere il suggerimento di evitare di rimanere al centro di una stanza in caso di terremoto. Nozioni base da tenere bene a mente, racchiuse in tre fascicoli che sabato e domenica verranno distribuiti in seicento piazze italiane, per la campagna “Io non rischio”, voluta dalla Protezione civile. “Dobbiamo prendere coscienza delle nostre abitazioni, di come sono fatte, quindi possiamo mettere in pratica una serie di azioni come quella di mettersi al riparo, ove possibile, vicino dei muri portanti, oppure, in extrema ratio, anche sotto un tavolo, come si insegna ai bambini quando si è a scuola”. È un’iniziativa rivolta ai cittadini ma anche alle amministrazioni, e nessuno è esente dalle responsabilità, ribadisce Curcio: “Noi siamo bravissimi a cavarcela con l’italica eccellenza dell’improvvisazione, però dobbiamo fare uno sforzo. Qua la responsabilità della pianificazione è in primo luogo delle autorità locali, ma io direi di più, del cittadino che la deve pretendere. Non siamo messi bene con la pianificazione”.

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