Ecstasy a Genova, lunedì convalida arresti due giovani

Non era la prima volta che la prendevano, l’MDMA, la metanfetamina o l’ecstasy serviva per lo sballo del fine settimana. E loro, il gruppetto di quattro ragazzi, due minorenni e due maggiorenni, ogni tanto “se la calavano una pasta”, come si dice in gergo. Così hanno riferito agli investigatori due ragazzi genovesi, Sergio Bernardin e Gabriele Rigotti, di ventuno e diciannove anni, arrestati dagli investigatori della squadra mobile di Genova per la morte di Adele De Vincenzi, sedici anni, la notte tra venerdì e sabato nel capoluogo ligure. Identificato e denunciato il pusher, anche lui minorenne. Bernardin è il fidanzato della vittima mentre Rigotti è un amico, insieme all’altra minorenne, che ha partecipato alla serata. La festa del quartiere San Martino c’erano stupefacenti e anche le pasticche che hanno un aspetto invitante, colorate, con le faccine sorridenti, sembrano caramelle ma non hanno l’ingenuità dei dolciumi e Adele, la ragazza di Chiavari, è riuscita ad accorgersene quando era troppo tardi. Si è sentita male verso le due del mattino vicino alla stazione Brignole mentre con gli amici stava andando in centro in un locale. I ragazzi hanno subito chiamato un’ambulanza, è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Galliera, dove poi è deceduta un’ora dopo il ricovero. Un’adolescenza più complessa dei suoi coetanei, quella di Adele. Aveva perso la madre un anno fa colpita da un tumore e lui, Sergio, era il suo grande amore, come scriveva la ragazza su Facebook. Intanto è attesa per lunedì la convalida degli arresti per i due giovani, mentre nelle prossime ore verrà autorizzata dal magistrato l’autopsia sul corpo della vittima. Il padre di Adele non ha retto all’ennesimo dolore: si è sentito male appena appresa la notizia del decesso della figlia.


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