Emergenza migranti, naufragio a largo Libia

Sarebbero almeno diciassette i dispersi dell’ultima tragedia dell’immigrazione che si è consumata davanti le coste della Libia. Tra loro anche un bimbo nigeriano di appena tre anni. A darne notizia è stata la Croce Rossa Italiana impegnata nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Canale di Sicilia con la nave Fenice. L’allarme è scattato nella tarda serata di ieri, quando una segnalazione parlava di un barcone in difficoltà. Il natante è stato subito raggiunto dalla nave e immediatamente sono iniziate le operazioni di salvataggio: 113 persone ce l’hanno fatta, tra loro molte donne. Una, in lacrime, ha raccontato di aver visto il suo bimbo cadere in acqua. Il piccolo indossava il salvagente, ma fino ad ora le ricerche, che sono ancora in corso sul posto, non hanno dato alcun esito. Gli altri migranti hanno raccontato che a bordo del gommone c’erano almeno 300 persone, diciassette, appunto, ne mancherebbero all’appello. I migranti hanno raccontato di essere partiti dalla spiaggia di Sabratha, in Libia. Alcuni sopravvissuti sono feriti, per la maggior parte ustionati dall’acqua di mare mista alla benzina. Gli altri, per fortuna, stanno bene. Un’altra nave di soccorso e ricerca, la Responder, sta invece facendo rotta verso la Sicilia, dove farà sbarcare i 175 migranti soccorsi nelle ultime ore. A Trapani, invece, la nave VOS ha portato 309 persone, tra loro donne e bambini, tutti, per fortuna, in buone condizioni di salute.

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