Emergenza migranti, nuove tensioni nel Trevigiano

“Ho provveduto immediatamente ad avvertire il comando dei carabinieri. Dopodiché, abbiamo provveduto noi, come Comune, a rimuovere quella scritta inqualificabile”. Una scritta minacciosa e inquietante, “morirete tutti”, apparsa sul cancello d’ingresso della ex polveriera militare di Volpago del Montello, recentemente individuata dalla Prefettura di Treviso come potenziale sito da trasformare in luogo di accoglienza per cento migranti. Scritta cancellata nel giro di poche ore dall’Amministrazione comunale, che ha subito diffuso un messaggio di condanna. Ma ancora una volta in Veneto la tensione sociale legata al caos dell’accoglienza dei migranti crea preoccupazione. “La nostra posizione è nettamente contraria, per una serie di motivazioni. La prima: è un luogo isolato e, dal nostro punto di vista, anche difficilmente controllabile. Dopodiché, è una zona in cui in questi giorni siamo a circa 8-10 gradi sottozero. Lassù arriva anche a 14-15 e parlano di collocarli in tende, quindi in una situazione anche inumana per me”. Sono passati solo pochi giorni dalle proteste dei cittadini a Cona, nel veneziano, dopo la rivolta dei richiedenti asilo ospitati in un’altra ex caserma. Nel caso di Volpago del Montello, una decisione definitiva non è ancora stata presa, ma nel piccolo centro della provincia di Treviso – poco più di 10.000 gli abitanti – la tensione è alta ormai da alcune settimane. “Si vede che non è idoneo. Non so chi lo abbia ritenuto idoneo. Sarà chi di dovere a doverlo stabilire”. “Teniamo presente che la polveriera era un posto dove venivano messe armi e munizioni, per cui non è proprio un posto adeguato per mettere le persone. C’erano i militari dove c’erano degli alloggi e poi c’è la polveriera, dove si mettono le armi. Per cui, già il posto non è... E poi bisogna analizzare che le persone che vengono qua siano effettivamente dei profughi e non dei clandestini”. Una struttura piccola, isolata e dai requisiti minimi per l’accoglienza ancora tutti da verificare, dicono i cittadini. Quella allo studio della Prefettura di Treviso al momento è solo un’ipotesi, ma a Volpago del Montello si preparano nuove manifestazioni di protesta. “È una struttura che non accoglierebbe proprio nessuno. Nessuno vorrebbe andare là. Noi andiamo oltre, politicamente, a questo tipo di ragionamento. È proprio sulla gestione dell’immigrazione, di questo tipo di immigrazione che noi non siamo d’accordo. Non la condividiamo”. “Sicuramente c’è un po’ di preoccupazione in paese. Al di là di queste scritte, che secondo me sono oggetto di qualche scriteriato, è un paese civile, quindi saprà mantenere un comportamento di tal tipo”.


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