Fiori in mare in memoria del naufragio di Lampedusa

Siamo a bordo di una delle motovedette che hanno portato sul luogo in cui, il 3 ottobre 2013, naufragò un barcone, portando con sé 368 persone, tutti i sopravvissuti di quella tragedia, che sono voluti ritornare a Lampedusa tre anni dopo. Ci sono le organizzazioni umanitarie, l’UNHCR, l’Ordine di Malta. C’è il Sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, il Ministro dell’interno, che ha voluto in prima persona lanciare in mare, proprio sul luogo del naufragio, una corona di fiori. In questo luogo si trova ancora il relitto del barcone, che naufragò quando era quasi arrivato sull’isola di Lampedusa. Mancano proprio pochissime miglia all’Isola dei Conigli. Questo è il momento più commovente della giornata di commemorazioni, che è cominciata questa mattina, con tante iniziative, che hanno coinvolto anche tanti studenti delle scuole di tutta Italia e anche di diversi Paesi d’Europa. Poi un lungo corteo che ha attraversato l’Isola di Lampedusa. Adesso il momento, appunto, più intenso. Tante, naturalmente, le lacrime, la commozione dei sopravvissuti a quel naufragio, che sicuramente rimane il più grave naufragio mai avvenuto così vicino alle coste italiane. Ecco, la corona di fiori che torniamo a vedere sul luogo del naufragio, di cui si commemora oggi il terzo anniversario. Allora si disse “mai più stragi in mare”, ma purtroppo da allora più di 11.400 persone sono morte in mare.

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