Igor il russo interrogato dai magistrati spagnoli

La fuga, durata otto mesi e terminata solo giovedì scorso con la sua cattura in Spagna, lascia aperti una serie di interrogativi a cui i magistrati italiani e spagnoli dovranno rispondere. Chi ha aiutato Igor Il Russo? Come ha fatto a scappare dall’Italia? Di quali appoggi e contatti ha goduto per arrivare a nascondersi nelle campagne spagnole? Delle prime risposte arriveranno dalle analisi dei cellulari, tablet e chiavette USB che sono state sequestrate durante il suo arresto. Per gli investigatori italiani non ha potuto fare tutto da solo, nonostante la sua capacità di camuffarsi e travestirsi. Le indagini puntano a ricostruire la fitta rete di complici che lo hanno aiutato in qualche modo, anche indirettamente, durante la sua latitanza. Una delle ipotesi è che sia arrivato in Spagna a bordo di un pullman di pellegrini. Nel mirino ci sono già una decina di nomi. Altri elementi potrebbero arrivare dall’interrogatorio in Spagna per la convalida dell’arresto, un faccia a faccia con i magistrati, ma è probabile che Igor faccia scena muta. Durante la sua cattura nella regione dell’Aragona il killer ha ammazzato tre persone: un agricoltore e due uomini della Guardia Civil. Carriera breve, ma feroce quella di Igor, trentaseienne della Serbia. In Italia deve rispondere dell’omicidio di due persone tra Ravenna e Ferrara, il barista di Budrio e la guardia volontaria. Ma la strada per riportare Igor in Italia non è semplice, né scontata avendo sparso sangue in entrambi i Paesi.


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