Ladro ucciso a Latina, prime risposte da autopsia

È durata oltre quattro ore l’autopsia sul corpo di Domenico Bardi, e secondo le prime indiscrezioni, avrebbe dato un contributo determinante per ricostruire la dinamica dei fatti di domenica pomeriggio a Latina. Bardi, che con due complici stava portando a termine un furto in un’abitazione al primo piano di un palazzo in via Palermo, zona residenziale della città, era stato sorpreso e ucciso dal figlio dei proprietari dell’appartamento, mentre tentava di scappare scendendo da una scala a pioli appoggiata alla finestra. Lo sparatore, Francesco Palumbo, avvocato quarantasettenne, era corso lì, armato di pistola, dopo che l’allarme di casa si era attivato. Secondo il suo racconto, si sarebbe trovato improvvisamente davanti gli altri due ladri e impaurito avrebbe esploso in aria alcuni colpi. Dodici, ha accertato la polizia, dei quali almeno tre hanno raggiunto Bardi, come appunto l’autopsia rivela, ferendolo a organi vitali, prima che cadesse dalla scala, riportando anche una frattura al torace e morendo poi in pochi istanti. Ciò che l’esame autoptico conferma è che quei colpi sono stati sparati dal basso verso l’alto da una distanza di 10 metri. La posizione dell’avvocato, al momento indagato a piede libero per omicidio volontario, potrebbe a questo punto aggravarsi. Alcuni di quei proiettili sono finiti sulla facciata del palazzo, su un condizionatore e sulla stessa scala, come se stesse mirando a un obiettivo preciso, e non invece semplicemente sparando in aria, come da sua versione. Bisognerà comunque attendere 60 giorni per il referto, che andrà poi anche incrociato con la perizia balistica che verrà presto eseguita, anch’essa fondamentale per chiarire definitivamente l’accaduto.


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