Caso Tiziana Cantone, nuovo ricorso al garante della Privacy

Non solo Facebook, i gruppi, i commenti, le pagine dedicate e le condivisioni, non solo i social network feroci, ma anche quegli oltre cento siti web a cui puoi accedere se nel campo di ricerca scrivi “Tiziana Cantone”. Link, pagine e parodie sulla storia di una ragazza che ha cercato, invano, di essere dimenticata, creati e pubblicati anche dopo il suo suicidio. Quella gogna mediatica che l’ha uccisa a trentun anni. Oggi a continuare la battaglia è la madre, Teresa Giglio. Dopo la vittoria giudiziaria contro Facebook, che deve eliminare definitivamente dalla piattaforma tutti i link, il suo avvocato annuncia un reclamo al Garante della privacy, con l’obiettivo di ottenere la rimozione di tutti i video ancora presenti sul web. “Il problema più serio in questa questione, in questa vicenda, riguarda questi siti pornografici dei quali spesso è difficile, se non impossibile, individuare la proprietà. Per cui, forse la strada della richiesta dell’intervento del Garante, che attraverso la Polizia postale può fare poi le verifiche del caso e intervenire per la rimozione, è la strada più semplice”. La Procura della Repubblica di Napoli nord intanto sta preparando una rogatoria da inviare alla Apple affinché sblocchi l’i-Phone di Tiziana. Solo così gli inquirenti potranno risalire alle immagini e ai messaggi di cui non si ha più traccia. Questo in attesa che il GIP di Napoli decida se archiviare o meno l’indagine per diffamazione a carico dei quattro uomini che proprio Tiziana aveva indicato inizialmente come possibili responsabili della diffusione in rete del video.

EMBED
  • TAG
Tutte le notizie di Sky Tg24
In esclusiva per i clienti Sky

Potrebbe interessarti anche

Tutti i siti sky