Mafia, 34 arresti e sequestri per 60 milioni

In passato chiedevano un’offerta per la festa del santo, oggi il pizzo preferiscono chiamarlo regalino. La mafia cambia i nomi, ma il metodo resta lo stesso: un sistema fatto di minacce, danneggiamenti, estorsioni e furti, scoperto da Polizia e Guardia di finanza che hanno arrestato 34 persone tra Sicilia, Toscana, Lazio, Puglia, Emilia Romagna e Liguria. Secondo gli inquirenti facevano capo al clan mafioso di Brancaccio, quartiere periferico di Palermo, dove Cosa Nostra uccise padre Pino Puglisi. Tra gli arrestati ci sono nomi eccellenti, come Pietro Tagliavia e Giuseppe Lo Porto. Il primo è considerato capo del mandamento mafioso di Brancaccio ed è figlio di Francesco Tagliavia, condannato all’ergastolo per la bomba agli Uffizi del 1993. Il capomafia e gli affiliati, insieme a un gruppo di prestanome, sono anche accusati di aver avuto il controllo totale di un gruppo imprenditoriale leader nella vendita degli imballaggi industriali, aziende poste sotto sequestro e valutate circa 60 milioni. Con i soldi degli illeciti avrebbero anche gestito un vasto traffico di droga e dato sostentamento ai detenuti e alle loro famiglie.


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