Migranti, le proteste dei sindaci contro l'accoglienza

Come la goccia che fa traboccare il vaso così l’arrivo di altri migranti fa saltare i nervi ai sindaci d’Italia. Sbarchi senza sosta che mandano in tilt il sistema di accoglienza e creano un’escalation di tensione senza precedenti, specie nelle località di approdo già in grande sofferenza. La protesta anti-migranti più clamorosa nel messinese dove alcuni cittadini, capeggiati dal sindaco di Castell’Umberto, Vincenzo Lionetto Civa, per impedire l’arrivo di altri 50 profughi disposto dalla Prefettura hanno circondato con le auto l’albergo scelto per ospitarli bloccandone l’ingresso. Ma oltre alle barricate nel messinese, sono sempre più frequenti gli episodi di mobilitazione contro l’accoglienza visti da nord a sud. C’è la marcia dei sindaci del vastese che hanno sfilato a San Salvo contro gli arrivi in estate. C’è lo sciopero della fame di Giovanni Corbo, sindaco dem di Besnate nel Varesotto. C’è la protesta di Antonio Cozzolino, sindaco Cinquestelle di Civitavecchia, pronto alle barricate dopo che è stata avanzata l’ipotesi di aprire un hot spot provvisorio in quello che è uno dei porti più importanti del Paese. Intanto, nell’ultima ondata di sbarchi, oltre 1.500 persone sono approdate tra Bari e Corigliano Calabro. Una tragedia, ha commentato il sindaco calabrese Giuseppe Geraci. Secondo il Times l’Italia sarebbe pronta a minacciare l’Unione Europea con la concessione di migliaia di visti temporanei per consentire ai migranti di circolare in Europa. Un’opzione nucleare del Governo italiano per risolvere la crisi, la definisce il quotidiano britannico, opzione che però non trova ancora conferma da Palazzo Chigi e Viminale.


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