Milano, 16enne picchiata e molestata sul treno

Giovedì, all’uscita di scuola, Lisa (il nome è di fantasia), sedici anni ancora da compiere, è salita sul tram, è scesa alla stazione di Porta Genova, zona Navigli, e qui, come ogni giorno, ha preso il treno delle 14.42 della linea Milano-Mortara per tornare a casa. Oggi abbiamo deciso di fare lo stesso viaggio. La ragazzina si è seduta nell’ultima carrozza del treno. Qui, per caso, ha incontrato una sua amica, con cui si è messa a parlare. Durante il tragitto incrociamo un ragazzino, coetaneo di Lisa: ci racconta che su questi treni ha spesso visto scene forti, ragazzi che infastidiscono le ragazze e soprattutto giovani che fanno uso di droghe. In effetti, proprio in quest’ultimo vagone vediamo i resti di qualcuno che ha fatto uso di sostanze stupefacenti. In questa plastica c’era probabilmente la cocaina e con questa stagnola è stata poi fumata. Ad Abbiategrasso l’amica di Lisa scende, lei resta sola nella carrozza. È negli otto minuti che separano la stazione di Abbiategrasso da quella di Vigevano che accade tutto. La ragazzina ha raccontato che sul vagone sono saliti due ragazzi di circa venticinque anni, magrebini, hanno iniziato a insultarla, l’hanno picchiata e palpeggiata nelle parti intime. Lei ha chiesto aiuto, ma il vagone era vuoto e nessuno l’ha sentita. A Vigevano i due aggressori fuggono. Anche lei scende dal treno. A casa non ha raccontato nulla. Ma, sabato mattina, si è sentita male e ha finalmente confidato alle amiche ciò che era successo. In ospedale le hanno riscontrato la frattura di una costola, un trauma cranico e varie escoriazioni, con una prognosi di trenta giorni. Resterà in osservazione fino a domani. La polizia sta visionando le immagini delle telecamere di sicurezza delle stazioni attraversate. “Purtroppo negli ultimi anni stanno viaggiando elementi che creano dei problemi di sicurezza e di tranquillità per le persone normali, i pendolari che viaggiano e che vanno a lavorare. Soprattutto la sera di non viaggiare mai nelle carrozze di coda, che purtroppo sono quelle considerate un po’ terra di nessuno. Questo quindi: di stare sempre in testa ai treni, dove ci sono i controllori”.


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