Morti sospette in corsia, un indagato rompe il silenzio

Per sette ore ha parlato Roberto Cosentina, seppur in un interrogatorio rallentato da molte tecnicalità mediche. Per sette ore l’allora direttore sanitario dell’ospedale di Busto Arsizio, colui che ha istituito la commissione che avrebbe dovuto indagare sull’operato del medico anestesista Leonardo Cazzaniga, ha risposto alle domande della Procura. Quest’ultima si limita a dire oggi che Cosentina ha risposto a tutte le domande e si ritiene soddisfatta. Non è dato sapere, nello specifico, come il direttore abbia spiegato agli inquirenti quella risposta finale data agli infermieri che avevano sporto denuncia per le anomalie del protocollo Cazzaniga, che aveva portato a dei decessi in corsia. Dopo aver letto gli scarni, superficiali e per certi versi contraddittori risultati ai quali erano giunti i membri della commissione interna dell’ospedale di Saronno, nella lettera a Clelia Leto e a Radu Iliescu si era limitato a scrivere che non si era riscontrato un comportamento, in modo chiaro ed inequivocabile, discordante il codice etico e deontologico professionale, o peggio che possa far ravvisare delle responsabilità dirette sull’esito dei casi trattati. Al tempo stesso, però, la lettera conteneva un ambiguo invito implicito ad astenersi dal partecipare ad azioni finalizzate a provocare la morte dei pazienti. Gli interrogatori riprenderanno lunedì. Intanto, anche in questo giorno di festa, il lavoro dei cinque carabinieri che hanno condotto le indagini va avanti. In caserma sono arrivate qualcosa come 100 denunce.


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