Navi Ong, inchiesta Trapani resta senza indagati

Magistrati e investigatori si muovono in queste ore con assoluta prudenza e sulla base di prove concrete, intercettazioni, foto e video, che documentano in maniera inequivocabile tre episodi contestati alla nave Juventa durante alcune operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Per questo l’imbarcazione dell’ONG tedesca, Jugend Rettet, è sotto sequestro da mercoledì scorso, su disposizione della procura di Trapani che ha aperto un fascicolo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per adesso senza indagati. Un’inchiesta che si concentra su singole condotte di reato, quindi sui singoli operatori, e che non punta certo a criminalizzare il fruttuoso lavoro delle organizzazioni non governative. Oltre ai 15 volontari della Juventa, già identificati, accertamenti sarebbero in corso anche sui volontari di Save the Children e di Medici senza frontiere. È infatti accertato che spesso le navi di entrambe le ONG siano intervenute tempestivamente, a poche miglia dalla Libia, e quasi sicuramente dietro la soffiata dei trafficanti. Ma questi contatti sono stati sporadici o rientrano in un sistema collaudato di collaborazione con gli scafisti? E le operazioni in mare effettuate dalle due ONG hanno finito per favorire i migranti in pericolo o i trafficanti? Domande alle quali punta l’inchiesta siciliana, mentre i diretti interessati chiariscono di non essere a conoscenza di alcun provvedimento a loro carico: “siamo in mare per salvare vite umane e lo faremo finché ce lo permetteranno”, dice Medici Senza Frontiere: “Abbiamo sempre operato con il coordinamento della Guardia Costiera e agito nel massimo rispetto della legge”, la difesa di Save the Children.


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