'Ndrangheta, arrestato boss Rocco Barbaro

Eccolo “u‘ sparitu”, lo scomparso. È il boss Rocco Barbaro, cinquantenne di Platì, esponente al vertice della consorteria Barbaro-Castano che opera a Reggio Calabria con ramificazioni anche in Lombardia e Piemonte, arrestato dai Carabinieri di Locri insieme allo squadrone Cacciatori di Calabria con l’accusa di associazione di tipo mafioso e intestazione fittizia di beni. Un latitante fra i più pericolosi che già in passato era riuscito a garantirsi la libertà vivendo nascosto per lunghi periodi. Questa volta era ricercato dal gennaio del 2016 quando il GIP di Milano aveva emesso una misura di custodia cautelare in carcere a suo nome per reati commessi fra il 2013 e il 2014. In particolare, la cessione fittizia di un bar milanese pieno di debiti con il Monopolio di Stato che in realtà il boss continuava a controllare direttamente. “Sono intervenuti a Platì presso la casa della figlia di Barbaro Rocco, intorno alle ore 13,30, quindi all’orario di pranzo. L’intera abitazione, l’intera zona è stata ovviamente cinturata dai Carabinieri e lo abbiamo trovato. Lui ha cercato, devo dire la verità, in un primo momento, di fuggire sui tetti. Anche lì, però, ha trovato la strada sbarrata perché immediatamente ha capito che non era aria e che tutta la zona era circondata dai Carabinieri e quindi si è immediatamente arreso”.


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