Nuovo sisma, chiuso ospedale di Amandola

Amandola, circa 3000 abitanti divisi in decine di frazioni. Qui il terremoto ha provocato diversi danni già il 24 agosto, quando è stato evacuato l’ospedale che serve un’utenza di circa 20.000 persone. Fino al 30 ottobre erano ancora attivi alcuni laboratori. “Il 30, più che altro, ha distrutto le speranze di una soluzione precoce per l’ospedale. Sono rimasti il punto di primo intervento e i servizi. In questi giorni, sentiamo sempre più scosse. Le insicurezze aumentano in questa fase”. Siamo nell’ala nuova dell’ospedale di Amandola, una costruzione antisismica che la scossa del 30 ottobre ha ridotto così. Nel pomeriggio, il commissario straordinario Vasco Errani e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, in visita ad Amandola, hanno confermato che il paese non perderà l’ospedale. Momentaneamente, sarà allestito accanto al campo di calcio, accanto alla tensostruttura dove dorme parte della popolazione. “Questo territorio aveva un ospedale e avrà una soluzione temporanea con tutti i servizi. Il decreto si impegna a ricostruire, con adeguamento e miglioramento sismico e con le migliori tecnologie del momento”. 800 le persone che qui non possono rientrare in casa. “Per il 60 per cento, le abitazioni sono demolite. Sono inagibili, più che demolite. Le altre sono, di fatto, inagibili perché quella vicina è in pericolo di crollo”. Organizzare scuole ed ospedali in tutta l’area colpita è l’obiettivo primario. “In questa fase ha senso investire sulla parte delle scuole nei paesi. Ci sono paesi che, invece, hanno fatto scelte diverse o che, in qualche maniera, non consentono alla comunità di permanere al momento. Chiaramente, la scuola viene riorganizzata, per esempio, per quelli che sono sulla costa o in hotel”.

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