Omicidio Yara, Bossetti fa ricorso in Cassazione

Va verso l’ultimo grado di giudizio Massimo Bossetti, condannato in secondo grado all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra uccisa il 26 novembre 2010 in un campo non distante da casa. Fa ricorso contro la sentenza del 17 luglio scorso, quella della Corte di Assise di Appello di Brescia, che aveva confermato per lui il carcere a vita, ovvero quanto già deciso dai giudici a Bergamo in primo grado. I difensori del carpentiere di Mapello hanno, infatti, consegnato in cancelleria a Como, il ricorso in Cassazione, che avevano annunciato subito dopo la sentenza di quest’estate. Un faldone di quasi 600 pagine, per sollevare 21 punti davanti ai giudici della Suprema Corte. Il nodo centrale resterà quello del Dna, anche questa volta. Se tutti i giudici che si sono pronunciati sul caso fino ad ora hanno ritenuto solida, granitica la prova del Dna nucleare, che attribuisce alla traccia biologica trovata sugli indumenti di Yara il nome di Massimo Bossetti, non è così per i suoi difensori, che ora tornano a chiedere alla Cassazione di pronunciarsi sulle procedure e sulla mancata concessione di un’ulteriore perizia sul Dna, che non è stata, invece, ritenuta necessaria né durante il processo di primo grado né in quello di secondo.


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