Ong, anche Sea eye sospende soccorsi

Dopo Medici Senza Frontiere, anche la ONG tedesca Sea-Eye ha deciso di interrompere la sua missione di salvataggio di migranti nel Canale di Sicilia. Una comunicazione che arriva adesso, poche ore dopo la scelta di MSF di bloccare le operazioni di search and rescue nel tratto di mare che separa l’Africa dall’Italia. Troppo rischioso, dicono, con la Libia che minaccia le nave umanitarie e senza protezione. Save the Children sta ancora pensando di bloccare momentaneamente le sue operazioni. Insomma, a ruota, anche chi ha firmato il codice avuto al Viminale sta pensando di tirare i remi in barca e di non soccorrere più i migranti nel Mediterraneo. Intanto prosegue il lavoro dei magistrati siciliani che indagano sul presunto collegamento tra ONG e trafficanti. L’inchiesta di Trapani, che ha portato al sequestro della nave Juventa, che appartiene all’organizzazione non governativa tedesca Jurgen Rettel, ha di certo lasciato un segno profondo su tutte le navi umanitarie che attraversano il Canale di Sicilia per il salvataggio dei migranti. Le mosse della magistratura potrebbero aver avuto un peso sulla scelta delle organizzazioni non governative che hanno deciso di sospendere le operazioni. I magistrati trapanesi, guidati prima da Ambrogio Cartosio e adesso Alfredo Morvillo, intanto continuano il loro lavoro, e cresce il numero degli indagati. Adesso sono quattro le persone i cui nomi fanno parte dell’inchiesta. Si tratta di tre membri dell’equipaggio della Juventa, che resta ancorata al molo del porto di Trapani, e del sacerdote eritreo Mussie Zerai, che centinaia di volte ha raccolto le richieste di aiuto dei migranti in difficoltà, che lo chiamavano con un telefono satellitare, e che girava le segnalazioni con le posizioni dei barconi alle ONG. Un fascicolo, secondo indiscrezioni, sarebbe stato aperto anche dalla Procura di Catania.


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