Palatino, il sito dimenticato che il mondo ci invidia

È qui, su questo colle, il Palatino, che è stato rinvenuto il primo insediamento abitativo di Roma. Una zona archeologica di inestimabile bellezza, un museo all’aperto che ci invidia tutto il mondo. Questa è una delle aree archeologiche più belle al mondo, un vero patrimonio non solo per la Capitale ma per il nostro Paese. Ogni anno sono milioni i turisti che vengono qui da tutto il mondo. A gestire il sito la Soprintendenza archeologica di Roma. Entriamo con una telecamera nascosta per vedere in che condizioni si trova. L’ingresso costa 12 euro, ma già c’è il primo intoppo: pagare con la carta di credito è difficoltoso. Iniziamo il percorso per raggiungere il museo del Palatino, e subito notiamo che la vigilanza è scarsa. Dopo aver saltato una recinzione, fra i resti romani troviamo tanta spazzatura, bottiglie di plastica e rifiuti di ogni genere. “Ci sono poi alcuni passaggi come questi che sono completamente abbandonati”. Notiamo che molte zone sono inaccessibili, cantieri dove, ci dicono, si lavora da anni. Non sa quando la riapriranno? Perché è molto bella, questa. “Non ci sono molti controlli. Qui, in questa zona ad esempio non si potrebbe accedere, il cartello dice ‘divieto di accesso’ ma la catena è stata rotta, quindi chiunque può accedere dentro. Tra l’altro è anche pericoloso perché cadono dei calcinacci”. In alcuni tratti è difficile camminare: il fango rende scivoloso il percorso che, in alcuni punti, è addirittura transennato. Arriviamo al Museo Palatino, due piani. Cerchiamo qualcuno per avere informazioni ma troviamo solo turisti. Ci colpisce il fatto che alcuni saliscale per disabili sono fuori uso, e al secondo piano chiediamo informazioni al primo vigilantes che incontriamo da quando abbiamo iniziato la visita, ma non sembra in grado di fornirci spiegazioni precise: “In teoria dovrebbe funzionare”. La stessa domanda l’abbiamo fatta all’ingresso, ma anche qui la risposta è stata abbastanza fumosa: “Adesso non so se magari ha qualche problema la rampa che porta al Palatino, però…” Per il resto, il sito offre scorci mozzafiato di rara bellezza. Forse lo sono di meno queste immagini: turisti che bivaccano, o servizi al limite del praticabile.


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