Palermo, omicidio al mercato del Capo per vendetta

Dietro il delitto, una lite tra il padre del presunto killer e il fratello della vittima. Affari di famiglia finiti con il ferro. Uno sgarro in pubblico, interessi opposti, una dimostrazione di forza. L’omicidio di Andrea Cusimano, trent’anni, fruttivendolo al Capo, uno dei mercati storici di Palermo, riporta la violenza vecchio stile Cosa nostra, nei rioni del centro città. Ieri alle 7:30 del mattino, Cusimano, pregiudicato per estorsione e usura, è stato ucciso mentre sistemava la frutta sul banco: freddato da tre colpi al petto, sparati dal presunto killer, Calogero Lo Presti, 23 anni, figlio di Giovanni, appartenente alla famiglia dei Lo Presti, zio e cugino in carcere con accuse pesanti. Ma gli attori principali di questa brutta storia sono altri. Tutto sarebbe iniziato prima. Dalle indagini, testimoni riferiscono di aver sentito una violenta lite tra il padre del presunto killer, Giovanni Lo Presti, con precedenti per omicidio, e il fratello della vittima. Una lite tanto accesa da far arrivare i carabinieri mezz’ora prima del delitto, proprio sul posto. Al loro arrivo, il diverbio era finito, ma pochi minuti dopo è scattata la vendetta per lo sgarro. Il fratello della vittima avrebbe picchiato il padre del presunto assassino. Nessuno dei testimoni ha saputo raccontare il perché, se per futili motivi, o contrapposti interessi economici, o di controllo del territorio. Bocche cucite tra i familiari di Andrea Cusimano, che si limitano a dire quanto fosse fuori dal giro. Neppure il presunto killer, in carcere con l’accusa di omicidio, parla. In un clima di pesante omertà, si muovono le indagini e la caccia al complice che avrebbe aiutato nella fuga il giovane, catturato proprio mentre tentava di scappare su una Smart.


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