Rapporto Caritas sulla povertà: penalizzati i giovani

Giovani, ma poveri: è la fotografia dell’ultimo rapporto della Caritas su povertà ed esclusione sociale. Dati alla mano, la percentuale di chi non riesce ad accedere al paniere dei beni e servizi essenziali diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’età. La fascia meno abbiente è tra i 18 e i 34 anni. Quella che sta in questo caso meno peggio è sopra i 65 anni. Per i dati Istat oggi in Italia vivono in uno stato di povertà 1,5 milioni di famiglie, ovvero 4,6 milioni di persone. Secondo il dossier della Caritas, la persistente crisi del lavoro ha penalizzato soprattutto giovani e giovanissimi in cerca di una prima o di una nuova occupazione. In difficoltà sono anche gli adulti rimasti senza un impiego. Secondo l’organismo pastorale della CEI, che diffonde il report nella giornata internazionale contro la povertà, il 2015 è stato l’annus horribilis per i movimenti migratori. Rifugiati, sfollati e morti sono l’immagine speculare della debolezza e dell’egoismo con cui molti Paesi fronteggiano quella che la Caritas definisce un’emergenza umanitaria. In Europa l’anno scorso i profughi sono aumentati di quattro volte. I dati ufficiali documentano più di 150.000 persone sbarcate sulle coste italiane del 2015. I profughi e i richiedenti asilo in fuga dalla guerra, che si sono rivolti lo scorso anno ai centri di ascolto della Caritas, sono stati quasi 8.000.

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