Riciclaggio, sequestrati beni per 10 mln a Messina

Diversi milioni di euro riciclati per non pagare le tasse, capitali che si trovavano in Lussemburgo e che erano stati fatti rientrare in Italia usufruendo dello scudo fiscale. Un’operazione complessa, che però non è sfuggita agli esperti della Banca d’Italia, che, notando movimenti di denaro altissimi, hanno subito avvisato le autorità. È nata così l’inchiesta della Procura di Messina, che è sfociata nel sequestro di dieci milioni di euro a carico degli imprenditori della città dello stretto Dino e Aldo Cuzzocrea, indagati appunto con l’accusa di riciclaggio e intestazione fittizia di beni. L’indagine è stata portata avanti dai militari della Guardia di finanza e dagli uomini della Direzione investigativa antimafia. Avvalendosi di una serie di prestanome, anche loro indagati dalla Procura di Messina, i due imprenditori avrebbero reinvestito i milioni di euro rientrati dall’estero acquisendo numerose unità immobiliari in città, tra queste anche Villa Cappellani, un’antica struttura che ospita una delle cliniche più famose della città dello stretto, gestita da una società che nulla ha a che fare con l’inchiesta. I beni sono stati sequestrati in via cautelare. L’indagine non è comunque ancora conclusa. Al vaglio degli inquirenti c’è la posizione di diversi soggetti che potrebbero aver avuto un ruolo negli affari degli imprenditori indagati.


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