Sgombero a Calais, smontate le prime tende

Guardando queste divise si ha un’idea della situazione. I numeri, poi, confermano le impressioni. 1250 i poliziotti francesi che presidiano la zona. Più di 6.000, invece, quattro volte tanto, cioè, sono i migranti che devono ancora lasciare la Giungla di Calais. In 2318 se ne sono andati ieri, come ha dichiarato il Ministro dell’interno francese, Bernard Cazeneuve. Lo hanno fatto volontariamente. Ora bisogna convincere chi non vuole partire, quelli che vogliono rimanere nella bidonville di Calais e, soprattutto, non vogliono che venga smantellata. “Ci vorrà almeno una settimana” dice chi sta seguendo l’evacuazione. Eccoli di nuovo in coda, anche oggi, già dalle prime luci dell’alba. Anche oggi in fila per un nuovo viaggio, i più fortunati con una valigia e i meno senza neanche le scarpe. Ore e ore di attesa prima di salire a bordo di questi autobus che li porteranno nei 450 centri di accoglienza messi a disposizione dalla Francia in 13 distretti del Paese. Vengono smistati sotto questi tendoni gialli. Qui possono scegliere tra due destinazioni. 400 minori sono stati accompagnati in un centro temporaneo e 200 sono già stati portati in Gran Bretagna, dove hanno familiari disposti a prendersi cura di loro. Quasi 2000, però, dieci volte tanto, cioè, aspettano qui. Intanto, lo sgombero continua al freddo e le prime tende vengono già smontate tra chi sogna e chi non ha più voglia di sognare.

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