Sgominata comunità pedofili on line con capi e gerarchie

Una comunità internazionale di pedofili che produceva e si scambiava materiale pedopornografico nel deep web, quell’internet sommerso che garantisce l’anonimato. Una vera e propria organizzazione criminale, con 45.000 affiliati in cinque continenti diversi. Sette persone sono state arrestate nell’ambito dell’operazione Deep Connection, grazie a un’indagine condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla DDA di Roma. “È un’indagine importante, perché ha messo in evidenza un modello nuovo di strutturazione. Questa particolare configurazione ha consentito di ipotizzare la contestazione di un reato particolare, che è il reato di associazione a delinquere, in questo caso finalizzato allo scambio e alla produzione di materiale pedopornografico”. L’esistenza di queste comunità pedofile, con tanto di capi, regole e gerarchie, era stata anticipata da Sky TG24 con un approfondimento dedicato proprio ai pedofili che si associano nelle reti darknet. Gli esperti della Polizia postale, ai nostri microfoni, avevano infatti spiegato ciò che accade in queste organizzazioni. “Una comunità pedofila ha delle proprie regole, che sono assolutamente ferree, stringenti. Violare delle regole basiche criminali vuol dire espulsione dalla comunità pedofila. Il materiale autoprodotto fa aumentare, anche se può sembrare assolutamente strano, il loro valore all’interno dell’organizzazione, quindi guadagnando posizioni, fino a portarli in posizioni di vertice”. Oggi, grazie a un’indagine durata tre anni e supportata dallo European cybercrime centre di Europol, con la collaborazione dell’FBI e della Polizia australiana, che nel 2014 avevano arrestato il noto pedofilo Shannon McCoole, a cui il gruppo italiano faceva direttamente riferimento, è stato possibile fermare alcuni dei leader di questa comunità e salvare piccole vittime, come quelle che compaiono nei filmati scambiati dai pedofili nel deep web. “Siamo riusciti, oggi, a compiere un ulteriore passaggio verso la deanonimizzazione della rete, cioè identificazione degli utenti che vanno in rete. La cosa più importante è che questo porta a salvare piccole vittime che, invece, finiscono nella rete di questi terribili pedofili”.

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