Spreco alimentare, la legge e le abitudini

Ridurre gli sprechi di prodotti alimentari e farmaceutici lungo le fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione, semplificando la burocrazia, agevolando il recupero e la donazione delle eccedenze. Dal 14 settembre scorso, finalmente esiste una legge in Italia per prevenire e ridurre lo spreco alimentare lungo tutta la filiera. È la legge Gadda, dal nome della deputata che l’ha presentata e sostenuta in Parlamento, ispirandosi alla donazione per solidarietà sociale, che nel nostro Paese esiste da anni e che dal 2003, grazie alla Legge del Buon Samaritano, ha consentito di recuperare ogni anno 500.000 tonnellate di cibo. La legge Gadda elimina la burocrazia di cui il nostro Paese è purtroppo campione. Per la prima volta nel nostro ordinamento entrano parole chiave come “spreco” e “eccedenza”, e si prevede come gestire i prodotti che è più complesso donare: il pane, i cibi freschissimi e quelli già cotti. Perché evitare di buttar via il cibo in eccesso è un bene per tutti, perché non sprecare vuol dire limitare la produzione di rifiuti, le emissioni di anidride carbonica e lo sfruttamento delle risorse naturali. I dati mondiali sullo spreco sono impressionanti: un terzo del cibo prodotto viene buttato, 2.600 miliardi di dollari nel secchio. Uno spreco che genera l’8 per cento delle emissioni totali di gas serra, quasi quanto l’inquinamento provocato dal settore dei trasporti su strada. L’Europa, una volta tanto, guarda alla nuova legge italiana anti-spreco come un buon esempio da imitare. E allora da più parti arrivano stimoli a fare ancor di più, considerarla l’inizio di un percorso virtuoso verso la concreta applicazione dell’economia circolare, secondo la quale anche i rifiuti hanno un valore, come la natura – che non produce scarti – ci insegna, indicandoci l’unica strada sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. La domanda è: cosa possiamo fare noi per diventare parte attiva in questo processo virtuoso di riduzione dello spreco alimentare? Tantissimo. Per esempio imparare a conservare i cibi alla giusta temperatura nel frigo di casa, e quando l’acqua bolle sui fornelli versare nella casseruola la giusta quantità di pasta, perché mangiarla fa bene, ma buttar via quella che avanza è un peccato mortale.

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