Strage di Brescia, Maurizio Tramonte è irraggiungibile

Due ergastoli scritti nero su bianco in una sentenza definitiva della Cassazione, quelli a Carlo Maria Maggi e a Maurizio Tramonte, per la strage di Piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974 che a quanto pare sono destinati a restare giusto sulla carta e non nei fatti. Quarantatré anni dopo l’attentato terroristico che fece otto vittime e un centinaio di feriti, con l’esplosione di una bomba nascosta in un cestino dell’immondizia in piazza mentre si stava celebrando una manifestazione contro i neofascisti indetta dai sindacati, arrivano le pene per l’ex capo del movimento neofascista, Ordine Nuovo, e l’ex informatore del servizio segreto militare. Due uomini che oggi hanno 83 e 65 anni. Il primo non andrà in carcere per i sopraggiunti limiti di età, il secondo si è invece reso irreperibile. Classe 1952, Maurizio Tramonte è irrintracciabile ormai da qualche giorno. Il suo avvocato ha confermato di non averlo sentito nemmeno dopo la lettura della sentenza. Solo il 28 maggio scorso Tramonte aveva però parlato con la stampa dicendosi fiducioso nella giustizia e dicendo di confidare nell’assoluzione.


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