Torino, gli stupri di gruppo del santone

Insieme a Oriana, la responsabile, entriamo nel centro antiviolenza del Comune di Torino, unica struttura pubblica di questo tipo in Italia. È qui che i genitori della diciassettenne vittima di abusi sessuali da parte di un sedicente santone si sono rivolti dopo aver colto un disagio della ragazza a casa. “Inizialmente un disagio portato da un certo nervosismo, risposte un po’ vaghe e quindi erano molto preoccupati perché avevano sentore che stesse succedendo qualcosa di importante”. “Quindi è stata la famiglia a rivolgersi a voi?”. “Sì, è stata la famiglia e con la famiglia abbiamo collaborato molto bene e siamo arrivati poi a incontrare la ragazza e a procedere per la denuncia”. “Era consapevole di quello che stava vivendo la ragazza?”. “Quando è arrivata a noi e ha deciso di fare la denuncia assolutamente sì”. Paolo Meraglia, sessantanovenne, insegnante di matematica in pensione, qui lo vediamo mentre viene arrestato dalla polizia, si faceva chiamare “Maestro”. Diceva di essere un mago. Alle sue vittime faceva credere di avere il malocchio, di essere in pericolo e che le avrebbe salvate solo grazie a dei riti esoterici, ma questi riti finivano sempre con uno stupro di gruppo. Una ventina almeno, ma potrebbero essere molte di più le donne abusate secondo la polizia che in queste ore sta visionando decine e decine di video sequestrati nei due appartamenti in cui avvenivano le violenze. “La barriera principale è la paura, paura di ripercussioni da parte del maltrattante. Ci vuole molto coraggio per poter denunciare”.


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