Crescono i redditi ma i consumi non decollano

Perché gli italiani spendono poco, nonostante siano più ricchi? Siamo un popolo di formiche, oppure non abbiamo fiducia nel futuro? È forse l’inflazione rasoterra a determinare una crescita fiacca delle spese familiari? Probabilmente tutti questi aspetti contribuiscono a spiegare i dati diffusi dall’Istat, con l’aumento del potere d’acquisto, i consumi che non decollano e i risparmi in crescita. Ma per scoprire perché ci sia questa situazione bisogna prima capire che vuol dire che i redditi sono aumentati, come non accadeva da cinque anni. Come è possibile questo incremento, visto che gli stipendi sono quasi fermi? Il motivo è che in un anno ci sono stati 439.000 occupati in più. È la somma dei redditi degli italiani che è aumentata, non la ricchezza di ogni singola famiglia. Questo spiegherebbe anche perché il potere d’acquisto complessivo, che tiene conto degli stipendi e dei prezzi, sia salito come non accadeva da nove anni. Come accennato, i consumi restano fiacchi, con il dato peggiore da quindici mesi, mentre la propensione al risparmio ha raggiunto un livello che non si vedeva da sei anni. In pratica, c’è più gente con un lavoro e, nel complesso, più ricchezza. Ci sono più soldi in giro, ma si compra meno di quello che ci si potrebbe aspettare. Forse i nuovi occupati non si sentono tanto sicuri da impegnarsi in acquisti o magari sono impegnati a saldare i debiti. Ma, ovviamente, non incoraggiano nemmeno le previsioni sul futuro dell’economia, che viaggia a rilento. Poi c’è la bassa inflazione: i prezzi, sostanzialmente fermi, potrebbero spingere molti italiani a rinviare gli acquisti, nella speranza che possano ulteriormente abbassarsi, col rischio di innescare un effetto perverso, perché, se anche le imprese rimandano le spese e gli investimenti, si bloccano le assunzioni e l’economia corre il pericolo di impantanarsi.

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