Eurofiguraccia, Vallonia blocca accordo UE-Canada

Alzi la mano chi sa cos’è e dov’è la Vallonia. Se i ricordi del liceo sono lontani, li aiutiamo noi. È importante, perché l’esempio più paradossale di come funziona o non funziona l’Unione Europea lo sta dando proprio questa piccola regione del Belgio, grande meno del Lazio e con poco più della metà degli abitanti. Pochi, forse, ma fieri e arrabbiati, tanto che da soli stanno tenendo in scacco un continente e mezzo. Succede, infatti, che da sette anni l’Europa e il Canada stiano duramente negoziando un accordo commerciale globale per abbattere dazi e barriere e favorire gli scambi. Giovedì prossimo a Bruxelles doveva essere ratificato in pompa magna, ma da parte europea manca ancora un piccolo dettaglio: il via libera di uno dei ventotto Paesi membri. Sorpresa: è proprio il Belgio, casa dell’Unione. Per la sua struttura federale, necessita dell’approvazione di tutti e tre i Parlamenti regionali e si dà il caso che quello vallone, regione francofona più povera rispetto alle Fiandre, non ne voglia proprio sapere. Non si fida delle tonnellate di pregiata carne canadese che invaderà il suo mercato e la contropartita di esportazioni per 16.000 tonnellate di formaggi di qualità è considerata troppo bassa. Risultato: un continente da 500 milioni di abitanti non riesce a firmare un accordo da 86 miliardi l’anno con una delle prime dieci economie del mondo, perché 3,5 milioni di persone non vogliono, irrimediabilmente divise da una bistecca di bisonte e una spalmata di cremoso latticino, almeno fino al prossimo voto.


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