Legge di Stabilità, manovra tra i 22 e i 25 miliardi

Sarà probabilmente tra i 22 e i 25 miliardi di euro quella che una volta era la manovra finanziaria e oggi si chiama “legge di stabilità”. 15 miliardi servono solo per non far scattare − come è noto − le cosiddette “clausole di salvaguardia”, gli aumenti automatici di tasse, ad esempio l’aliquota IVA, contenuti nelle precedenti leggi di bilancio. Il resto andrà a finanziare gli interventi annunciati finora dal Governo e che saranno dettagliati prossimamente. I pilastri saranno tre. Anzitutto, la riduzione delle tasse sulle imprese: IRES in primis, ma anche altre misure per alcune specifiche attività imprenditoriali, come ad esempio, nel campo del turismo, il rafforzamento del “bonus hotel”, uno sconto fiscale per gli albergatori che investono per le loro strutture. Poi, gli interventi sui lavoratori: il rinnovo del contratto del pubblico impiego, maggiori sconti fiscali sui premi di produzione per i dipendenti e alleggerimento dei contributi anche per gli autonomi, con aliquote più basse per alcune categorie di partite IVA. Ci sono, poi, le novità sulle pensioni: per quanto riguarda l’APE, l’anticipo pensionistico, per i nati tra il ’51 e il ’53, e la quattordicesima per le fasce meno abbienti. Misure che devono rientrare nel perimetro tracciato dall’aggiornamento del DEF. Lo scenario è meno roseo di quanto previsto in primavera, con la crescita che resta asfittica. Le previsioni di aumento del PIL sono state abbassate dal +1,2 per cento di aprile al +0,8 per cento per quest’anno, con conseguente obiettivo più modesto anche per l’anno prossimo: +1 per cento. A cascata, i rapporti tra il PIL, da un lato, e debito e deficit, dall’altro, risultano un po’ peggiorati rispetto alle stime di prima dell’estate.

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