Nuovi voucher al via, cosa cambia per famiglie e imprese

I nuovi voucher per pagare il lavoro occasionale debuttano lunedì, giorno a partire dal quale datori di lavoro e lavoratori potranno registrarsi sul sito dell’Inps per utilizzare i buoni tramite la piattaforma telematica dell’Istituto. La prima grossa novità rispetto ai vecchi ticket riguarda la parte economica. I lavoratori non potranno guadagnare più di 5.000 euro all’anno con questo strumento, prima erano 7.000. Di questi massimo 2.500 euro potranno arrivare da un singolo committente. I compensi sono esentasse. I datori di lavoro potranno pagare prestazioni occasionali per massimo 5.000 euro all’anno mentre prima non c’erano limiti, un tetto fissato per evitare gli abusi che ci sono stati in passato. Lo strumento, poi, si divide in due: c’è il libretto famiglia per pagare i lavori che ruotano attorno alla gestione della casa, dalla baby-sitter ai lavori domestici, dalle ripetizioni per i figli al giardinaggio. Il valore di ogni singolo buono, acquistabile sul sito dell’Inps o presso gli uffici postali, è di 10 euro, di cui 8 restano in tasca al lavoratore e 2 servono a pagare Inps e copertura assicurativa. L’Inps stabilisce che questo è il compenso orario minimo. Poi ci sono i voucher per le imprese, acquistabili solo sul sito dell’Inps. Li possono usare solo le piccole, quelle con massimo cinque dipendenti, per pagare prestazioni occasionali. In questo caso la paga oraria è un po’ più alta: 9 euro il netto che intasca il lavoratore, poco più di 12 il costo lordo per il datore di lavoro, che ci deve mettere su contributi e copertura assicurativa. La paga giornaliera non potrà essere inferiore al compenso per quattro ore lavorative, cioè 36 euro, anche se la prestazione dura meno di quattro ore. Altra disposizione da rispettare, pena pesanti sanzioni: il datore deve comunicare, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, l’intenzione di avvalersi di un lavoratore occasionale. Sia il libretto famiglia che i buoni per le imprese sono telematici. I datori di lavoro possono caricarci sopra i soldi che vengono scalati a ogni prestazione. Quando il lavoro è stato svolto ne viene data comunicazione all’Inps, che a sua volta provvede a versare al lavoratore il compenso che gli è dovuto, tramite conto corrente, libretto postale o bonifico su carta di credito dotata di Iban. Ci sono infine delle eccezioni: i buoni non possono essere usati in edilizia, o nell’esecuzione di appalti, e ci sono limiti nell’agricoltura.


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