Pensioni, Boeri: stop aumento età pericolosissimo

“Toccare il meccanismo che fa aumentare automaticamente l’età pensionabile, adeguandolo all’aspettativa di vita è pericolosissimo. La spesa pensionistica salirebbe e gli assegni sarebbero più bassi”. Con queste parole, il presidente dell’INPS, Boeri, oggi ha rilanciato e rafforzato l’allarme lanciato ieri dalla Ragioneria generale dello Stato. In ballo c’è il prossimo scatto dell’età per lasciare il lavoro. Entro la fine dell’anno, in base alle attuali norme, il governo dovrà approvare un provvedimento per aumentare di cinque mesi l’età per lasciare il lavoro, portandola dagli attuali 66 anni e 7 mesi a 67 anni dal 2019. Bloccare gli automatismi, come chiesto da più parti, avrebbe inevitabilmente un costo. Secondo la Ragioneria generale dello Stato, la spesa per le pensioni crescerebbe gradualmente, fino ad arrivare, nel 2033, allo 0,8% in più sul PIL rispetto alle previsioni. Tradotto in cifre, si tratterebbe di un maggiore esborso pari a oltre 13,5 miliardi. Il prezzo da pagare, in quel caso, sarebbe soprattutto a carico dei futuri pensionati, che avrebbero assegni più bassi. Quello di un lavoratore dipendente scenderebbe di circa il 13%, arrivando a meno della metà dell’ultimo stipendio, e quello di un lavoratore autonomo, del 10%. Questo, ipotizzando che non ci siano altri aumenti dell’età per la pensione, a parte quello previsto per il 2021. Anche se si bloccano gli scatti automatici, infatti, fra quattro anni l’età pensionabile salirà comunque a 67 anni, perché già lo prevede la legge, una sorta di clausola di salvaguardia introdotta dalla riforma Fornero. Al momento, però, ha dichiarato il viceministro dell’economia Casero a Sky TG24, non ci sono interventi in programma. Di blocco degli aumenti automatici dell’età pensionabile non si parla, almeno per i prossimi mesi.


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