Tim, governo valuta istruttoria su Vivendi

La partita a scacchi tra Italia e Francia, nata sulla disputa per il controllo dei cantieri navali di Saint-Nazaire, continua e a muovere i pezzi stavolta è Roma con una contromossa che mette in gioco Tim, l’operatore telefonico che vede come primo azionista la transalpina Vivendi, che ha anche una rilevante partecipazione in Mediaset, già sotto la lente dell’Autorità per le comunicazioni. Riguardo a Tim, Palazzo Chigi ha confermato che è in fase di avvio un’istruttoria per capire se ci sono gli estremi per l’esercizio del golden power, cioè quei poteri speciali che il nostro Esecutivo può esercitare in alcuni settori economici ritenuti strategici fra i quali ci sono le telecomunicazioni, poteri che in linea di principio permettono al Governo di opporsi, in casi eccezionali, alla scalata di società straniere. Il tutto nel nome dell’interesse nazionale, che nel caso di Vivendi risiederebbe soprattutto in Sparkle, la divisione di Tim che gestisce reti internazionali in fibra ottica, perlopiù sottomarine, e che collegano aree strategiche come Medio Oriente e Africa del Nord con l’Europa. L’effettivo esercizio del golden power, che da quando è stato introdotto, nel 2012, ha trovato scarsissime applicazioni, è però tutto da verificare anche perché Vivendi non è un gruppo extraeuropeo. La lettura più diffusa, quindi, è che la mossa di Palazzo Chigi sia da leggere come un’arma di pressione politica, anche se lo stesso Governo ha detto che l’istruttoria su Tim-Vivendi non ha nulla a che fare con la questione Fincantieri. In ogni caso, è chiaro che Roma stia mostrando i muscoli a Parigi, che non vuole cedere il controllo dei cantieri di Saint-Nazaire a Fincantieri, controllata dallo Stato italiano, puntando invece a una ripartizione 50-50 del gruppo navale.


  • TAG
Autoplay

Contenuti Sponsorizzati


Playlist Correlate