Tre delle 4 banche salvate acquisite da Ubi

Tre banche comprate al prezzo di un euro. In media, verrebbe da dire, 33 centesimi ciascuna. Anzi, avanza pure un centesimo di resto. Se vi chiedete quali banche possano costare quanto un caffè, basterà fare un piccolo passo indietro con la memoria. Novembre 2015, poco più di un anno fa: quattro istituti di medie dimensioni vengono salvati sull’orlo del fallimento con la creazione di un fondo alimentato dagli altri istituti. La più grande e nota è la Popolare dell’Etruria e del Lazio. Poi ci sono Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. Vengono ristrutturate con un’articolata operazione da 4 miliardi, che coinvolge anche 10.000 piccoli risparmiatori, obbligazionisti subordinati, tuttora alle prese con le procedure di rimborso. Dalle ceneri di quelle banche in crisi nascono i nuovi istituti, ripuliti per metterli in vetrina e messi in vendita dall’attuale proprietario, cioè la Banca d’Italia. Ora tre di loro trovano casa, a Brescia, per la precisione. UBI Banca ha, infatti, ufficializzato l’offerta per le nuove Banca Marche, CariChieti e Popolare dell’Etruria. Resta fuori solo CariFerrara. Per il gruppo guidato da Victor Massiah, però, il costo non si limiterà a questo simbolico euro. Dovrà, infatti, raccogliere sul mercato 400 milioni per digerire l’acquisizione restando nei parametri di bilancio richiesti dalla BCE. Sì, perché nel frattempo i conti delle nuove banche hanno ricominciato ad appesantirsi. Ecco perché UBI pone come condizione la vendita di oltre 2 miliardi di nuovi crediti deteriorati, che le tre banche hanno nel frattempo accumulato, condizioni che saranno con ogni probabilità accettate da Bankitalia, che dovrà attendere il via libera della BCE. Si arriverà, quindi, a marzo per completare il tutto. A quell’epoca, anche il quarto istituto rimasto, CariFerrara, potrebbe aver trovato un acquirente. Dovrebbe essere la Popolare dell’Emilia-Romagna. Sul tema è tornato il ministro dell’Economia, Padoan. I risparmiatori dei quattro istituti – ha detto in Commissione finanza al Parlamento – riceveranno rimborsi per 190 milioni di euro, su un totale di 340 milioni di obbligazioni emesse.


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