Bce proroga piano di aiuti. Draghi: nessun favore a Italia

In Europa la ripresa è più forte, ma servono ancora stimoli. Per questo Mario Draghi decide di non riporre il suo bazooka, ma anzi di ricaricare le munizioni. E oltre a lasciare i tassi invariati, la BCE ha stabilito l’allungamento del programma di acquisto di titoli di Stato, il cosiddetto quantitative easing. Previsto fino a marzo, sarà prorogato fino a dicembre 2017 e – si specifica – anche oltre, se necessario. Da aprile, però, scenderà il livello di acquisti, che passeranno da 80 a 60 miliardi al mese, pronti però a un nuovo innalzamento qualora le condizioni lo richiedessero, a partire dall’inflazione, ancora lontana dall’obiettivo del 2 per cento. Al momento, comunque, non si parla di riduzione graduale del programma di acquisti, nonostante la forte contrarietà di alcuni Paesi, Germania in testa, che vi vedono un aiuto, di fatto, agli Stati più deboli come il nostro. Il Presidente della BCE nega favoritismi e tende a ridimensionare le preoccupazioni nei confronti degli istituti bancari italiani. “La vulnerabilità del sistema bancario italiano è conosciuta, è presente da lungo tempo. Sono fiducioso che il Governo sa ciò che deve fare e che si discuterà a tale riguardo per risolvere il problema della vulnerabilità del sistema bancario”. Anche e soprattutto per l’Italia, secondo Draghi, la ricetta è a base di riforme strutturali, che devono essere portate avanti a prescindere dalle incertezze politiche. Il Presidente della BCE comunque non vede all’orizzonte rischi di tenuta per l’euro. Toni rassicuranti, insomma, come quelli usati dal Commissario europeo Moscovici per ridimensionare l’allarme sull’Italia. L’Europa non teme una crisi bancaria – dice il responsabile degli Affari economici e monetari – e la situazione degli istituti italiani non si è aggravata. I problemi sono gli stessi di una settimana fa, prima del referendum.


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