Brucia la California: 5 focolai attivi, 200mila evacuati

Nessuna tregua per la California: le fiamme continuano a devastare il sud del paese da lunedì, alimentate dal terreno arido e dai venti caldi e secchi che soffiano a cento chilometri all’ora. Uno scenario apocalittico, che ha inghiottito e ridotto in cenere oltre 32.000 ettari. Il Sindaco di Los Angeles, Eric Garcetti, ha ordinato l’evacuazione di almeno 200.000 persone. E c’è anche un morto nella Contea di Ventura. I vigili del fuoco, in migliaia impegnati nel controllare le fiamme dei cinque focolai attivi e nel salvare migliaia di case, hanno lanciato l’allarme viola per la qualità dell’aria a Los Angeles. Intanto le fiamme hanno raggiunto i ricchi quartieri di Bel Air e di Beverly Hills, minacciando le lussuose ville dei Vip, l’università UCLA e il complesso museale The Getty Center, con le sue collezioni di arte di fama mondiale. Il Governatore della California, Jerry Brown, ha dichiarato lo stato di emergenza, liberando fondi e risorse statali per aiutare i vigili del fuoco. L’Agenzia federale di gestione delle emergenze, dal canto suo, ha detto di aver approvato sovvenzioni per contribuire a coprire il costo del lavoro per le urgenti operazioni di spegnimento. Su Twitter, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivolto un pensiero a chi è stato colpito dagli incendi e ha ringraziato i soccorsi per l’incredibile lavoro, invitando la popolazione ad ascoltare i consigli e gli ordini dei funzionari locali e statali. Intanto le condizioni climatiche non promettono bene. “Ci attendiamo una situazione meteo simile per i prossimi cinque giorni”, ha detto il Sindaco Garcetti. Questo renderà difficile anche l’uso di mezzi aerei per lo spegnimento dei giganteschi roghi.


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