Caso Regeni, Minniti da Al Sisi poi incontro tra Procure

Un vertice lampo tra il Ministro degli interni Marco Minniti e il Presidente egiziano Al Sisi, una collaborazione, almeno sulla carta, rinnovata e l’ennesimo impegno del Cairo a consegnare quanto prima la verità sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato, torturato e poi ucciso in Egitto nel febbraio 2016. Il Presidente Al Sisi ha espresso forte volontà di conseguire risultati definitivi nell’inchiesta sull’omicidio Regeni attraverso la prosecuzione della cooperazione giudiziaria tra la Procura di Roma e la Procura generale egiziana, una volontà che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni, quando dovrebbe tenersi un nuovo incontro tra il Sostituto procuratore Sergio Colaiocco e il Procuratore generale egiziano Sadek per uno scambio di documenti e informazioni, così come annunciato dalla Presidenza egiziana in un comunicato successivo all’incontro tra Al Sisi e Minniti. Che le acque si stessero muovendo in senso positivo, d’altra parte, era in qualche modo emerso già nelle scorse ore quando, dopo un anno di attesa, sono stati finalmente consegnati al legale della famiglia Regeni gli atti della magistratura egiziana sulla morte del ricercatore italiano. La voluminosa documentazione in lingua araba è già a disposizione della Procura di Roma, ma per una valutazione sarà prima necessaria la traduzione. “Finalmente un segnale, un risultato dopo troppi silenzi”, hanno commentato i genitori di Giulio Regeni, mentre si aspettano ancora le immagini delle telecamere del circuito interno della metropolitana del Cairo, dove il ricercatore sarebbe entrato prima di svanire nel nulla il 25 gennaio dello scorso anno.


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