Clima, Ue ratifica accordo di Parigi

Stavolta l’Unione Europea è riuscita davvero a mostrare il suo lato migliore, ratificando in tempi record l’accordo di Parigi sul cambiamento climatico e aprendo, dunque, la strada alla sua effettiva entrata in vigore, che, a questo punto, dovrebbe avvenire entro la settimana. Il via libera del Parlamento di Strasburgo si somma, infatti, a quello già arrivato da altri Paesi e viene, così, superata la soglia del 55 per cento delle emissioni globali di gas serra, copertura minima richiesta dall’accordo per diventare efficace; un voto che, secondo Jean-Claude Juncker, dimostra che l’Europa, quando è unita, può portare a risultati concreti. “L’Europa, oggi, dimostra di essere in grado di fare grandi cose, quando, soprattutto, mette insieme le proprie energie e le proprie forze. Questo accordo di Parigi non è caduto dal cielo. È servito che i migliori di noi si siano messi al lavoro per concretizzarlo”. Già dalla prossima conferenza sul clima, prevista a Marrakech a novembre, si potrà, dunque, cominciare a ragionare su come tradurre in atti concreti i quattro obiettivi dell’accordo: mantenere l’aumento di temperatura globale sotto i due gradi, frenare le emissioni di gas serra, verificare ogni cinque anni i progressi raggiunti e sostenere i Paesi più poveri in quella che punta a essere una vera e propria rivoluzione nell’industria e nelle città; una rivoluzione in cui l’Europa punta, ora, ad avere un ruolo guida, suscitando l’apprezzamento del Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon, anche lui per l’occasione a Strasburgo. “Mi complimento per la vostra leadership globale e per la ratifica dell’accordo sul clima in tempi così veloci”. Che qualcosa stia davvero cambiando lo dimostrano anche i tempi di ratifica: per il Protocollo di Kyoto del 1997 servirono più di 7 anni; stavolta, per l’accordo di Parigi, sono bastati meno di dieci mesi.

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