Esplosione Basf, si cerca ancora un disperso

A più di ventiquattro ore dal grave incidente avvenuto allo stabilimento chimico della Basf, a Ludwigshafen, il bilancio delle vittime resta provvisorio: due le persone che hanno perso la vita, una ventina quelle che vengono considerate in gravi condizioni, diciassette i feriti lievi, ma soprattutto c’è ancora un disperso. Nel quartier generale dei Vigili del fuoco di Ludwigshafen il comandante ci spiega che con ogni probabilità la terza vittima è finita nel Reno. Si è, dunque, voluto aspettare l’esito delle analisi sullo stato delle acque prima di far intervenire i sommozzatori. La Basf assicura che i rilievi effettuati sul suolo e nell’aria escludono, al momento, un aumento di agenti inquinanti, dopo l’esplosione che ha causato la fuoriuscita di propilene ed etilene dalle condutture, ma proprio quel “al momento” non suona affatto rassicurante. Nessuno all’interno del gruppo chimico si è reso disponibile a rilasciare una dichiarazione su questo tema ai nostri microfoni. “All’interno dell’immenso stabilimento della Basf si continua a lavorare oggi come se fosse un giorno normale, ma agli abitanti delle zone nord di Ludwigshafen e di Mannheim le autorità locali hanno ribadito l’invito a rimanere chiusi in casa con porte e finestre serrate”. Tra la gente che passeggia per il centro di Ludwigshafen prevale un misto di preoccupazione e fatalismo. “Sì, è spaventoso, ma sono cose che possono succedere. La Basf è subito intervenuta in maniera massiccia: Vigili del fuoco, esperti tecnici. Quindi, ci si può fidare di loro”. “Ho paura, certo che ho paura, che l’acqua possa essere stata contaminata o l’aria, per esempio. Alcune persone qui hanno avuto problemi respiratori”. “È normale per uno stabilimento chimico. Io sono preparata al fatto che possa succedere un giorno. Magari un giorno esplode tutto l’edificio. Sì, è così”.

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