Evangelici al voto, negli Usa il dilemma dei fedeli

Se per voi il prototipo del credente americano è Ned Flanders, il vicino di casa fanatico religioso dei Simpson, siete almeno parzialmente fuori strada. Il mondo della fede, negli Stati Uniti, è molto più variegato di quanto si possa pensare. In questi giorni i credenti sono alle prese con un bel dilemma: da una parte Donald Trump, con i suoi commenti non proprio da uomo di chiesa e i tentennamenti in tema di aborto; dall’altra Hillary Clinton, con le sue posizioni pro-choice. Certo, per qualcuno le idee sono chiare. San Antonio è la patria del controverso pastore John Hagee, quello che aveva previsto l’Apocalisse per la fine dello scorso anno, che ha definito l’uragano Katrina una punizione divina per la peccatrice New Orleans, che signoreggia sulla Cornerstone Church, l’enorme chiesa di San Antonio, con tanto di Arca di Noè all’interno. Gli abbiamo chiesto un’intervista, cortesemente declinata: niente dichiarazioni, niente visita alla Cornerstone. Usando toni apocalittici, ma senza nominarlo, Hagee ha di recente espresso il proprio appoggio a Donald Trump. “Voterò per il partito che intende risolvere il problema dell’immigrazione, non per quello che ha creato il problema dell’immigrazione”. Quella di Hagee è una voce ascoltata, ma forse non rappresentativa. Ovviamente, in Texas, come in America, non tutti i credenti hanno posizioni estreme. Per cercare di capire come la pensano veramente a proposito delle presidenziali i credenti qui in Texas siamo venuti qui alla Grace Point Church, una chiesa alla periferia di San Antonio. L’edificio principale è stato distrutto da un incendio. Così ci si è trasferiti nello studentato. Veniamo accolti con calore. Nell’atrio si beve caffè, si chiacchiera e si fa l’elemosina on-line. Poi arriva il momento della preghiera. Dimenticate i problemi di Kevin Bacon in Footloose: qui la musica è ben accetta. Il sermone spetta al Senior Pastor Jeff Harris. È stato allievo di Hagee “ma – spiega – con lui ora condividiamo solo l’essenziale e non le posizioni politiche”. “Possiamo essere in disaccordo su questo, non condividere la stessa posizione, ma nelle cose non essenziali siamo in pace e in quelle essenziali siamo d’accordo”. Insieme ad altre chiese, la Grace Point Church è promotrice di un’iniziativa chiamata Jesus for President. L’obiettivo è riportare la religione e i problemi concreti dei cittadini al centro del dibattito. “Ma la scelta – commenta Harris – questa volta è davvero difficile”. “L’ideale americano è meraviglioso. L’America è un ideale, fondamentalmente. Ma ora questo sogno si è spezzato. Tutta questa follia va avanti da così tanto tempo ormai che adesso abbiamo due grandi partiti basati sui soldi e sugli affari. Non rappresentano più la gente. Così, alla fine ci siamo ritrovati con due candidati come questi”.


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