Golpe Turchia, in migliaia in piazza, Erdogan festeggia

Centinaia di migliaia di persone si sono radunate ieri sul 15 Temmuz Şehitler Köprüsü, il primo ponte sul Bosforo, ribattezzato appunto “Ponte dei martiri” del 15 luglio, dopo che i militari golpisti, un anno fa, avevano ucciso proprio lì 34 persone. Le immagini della carneficina avevano fatto subito il giro del mondo, diventando un simbolo del tentato colpo di Stato. Ieri la gente ha cominciato ad affollare il ponte ben prima dell’orario previsto. Erdogan li ha raggiunti marciando da casa sua, nel distretto di Üsküdar, accompagnato da alcuni parenti delle vittime del tentato golpe. Dopo la lettura dei 250 nomi dei caduti, il Presidente turco si è rivolto alla folla dicendo “taglieremo le teste dei traditori”, e alla gente che invocava la pena di morte ha ribadito la disponibilità a firmare la legge se approvata dal Parlamento. Gli imputati in carcere, ha aggiunto, dovrebbero indossare delle tute come quelle dei prigionieri di Guantanamo. Poi ha attaccato Kemal Kilicdaroglu, leader del principale partito di opposizione, il CHP, che aveva radunato domenica scorsa un milione di persone, sempre ad Istanbul, per protestare contro le epurazioni che in un anno hanno portato 135.000 impiegati pubblici ad essere rimossi dagli incarichi e oltre 50.000 persone in carcere. Un codardo, lo ha definito Erdogan, accusandolo di aver seguito gli avvenimenti della notte del golpe in televisione da casa. Erdogan ha poi tenuto un discorso anche in Parlamento poco dopo le 2:30 di notte, all’ora nella quale un anno fa l’assemblea veniva bombardata dai golpisti. E se centinaia di migliaia di persone si sono radunate sul ponte sul Bosforo ad Istanbul, dove è stato anche inaugurato un monumento alle vittime del 15 luglio, il quotidiano Hurriyet parla di milioni di manifestanti in tutto il Paese che hanno risposto all’appello del Presidente. Il 15 luglio, aveva detto Erdogan, è uno spartiacque nella storia della Turchia. Da quel giorno, niente è più come prima. Di certo una gran parte dei turchi è d’accordo con lui.


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