Brexit, Londra vuole lista dei lavoratori stranieri

Una proposta shock, controversa, che viene criticata dai suoi stessi compagni di partito, quella del Ministro degli interni britannico, Amber Rudd, che oggi, al Congresso conservatore, ha annunciato l’intenzione del Governo di chiedere alle imprese le liste dei dipendenti stranieri. Lo scopo – dice – è favorire l’assunzione dei cittadini britannici, ma l’iniziativa suona come un vero e proprio atto discriminatorio e intimidatorio. Non chiamatemi razzista, ha detto la Rudd, che spiega: “Voglio stanare le compagnie che non rispettano le regole, per spingere a un miglior comportamento”. Secondo il Ministro, le società non formano abbastanza i lavoratori britannici, e vanno rafforzate le regole che impongono di pubblicizzare le offerte di lavoro per ventotto giorni in Gran Bretagna, prima di rivolgersi all’estero. La proposta, che rispecchia il clima politico protezionista, in vista della Brexit, incontra l’ostilità degli imprenditori, mentre, tra i conservatori, Carmichael l’ha definita inquietante. Questa politica divisiva non può avere posto nella Gran Bretagna del ventunesimo secolo. I laburisti, dal canto loro, accusano la Rudd di xenofobia. Si preannuncia una querelle accesa che rafforza i timori di quei cittadini europei che lavorano e studiano in Gran Bretagna, già allarmati all’indomani della vittoria della Brexit al referendum di giugno. Solo due settimane fa la Rudd era finita in un’altra bufera mediatica imbarazzante. Il quotidiano The Guardian aveva rivelato che in passato il Ministro aveva gestito società off-shore nel paradiso fiscale bancario delle Bahamas.

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